
Eccoci di nuovo in marcia verso un'altra conquista, verso un'altra vetta. Domenica scorsa decidiamo di andare a Piani d'Erna per fare una bella escursione a piedi, con i nostri scarponcini da trekking. Dopo aver parcheggiato l'auto sotto la funivia che porta in cinque minuti su ai Piani d'Erna imbocchiamo un sentiero sulla destra del parcheggio e iniziamo la salita. Il sentiero è molto dolce, a tratti nel bosco e a tratti allo scoperto sotto al sole, incontriamo altri escursionisti in entrambi i sensi di marcia.

In circa un'oretta di cammino, intervallata con piccoli soste per fare fotografie e bere un goccio d'acqua, arriviamo alla prima tappa del tragitto: il rifugio Stoppani a circa novecento metri d'altezza. Non è ancora mezzogiorno e il rifugio, nonostante sia veramente accogliente e offra un menù invitante, non ci invoglia a restare. Decidiamo di proseguire dopo aver fatto una breve sosta e aver mangiato dell'ottimo cioccolato. Riprendiamo il sentiero e ricominciamo a salire, la vetta del Resegone ci guarda e si avvicina sempre di più.

La seconda parte del sentiero diventa più impegnativa, però all'arrivo ci aspetta un bel pranzetto al rifugio Marchett, almeno così crediamo noi. Oltrepassiamo diversi ruscelli e fonti d'acqua, il sentiero ora non è tracciato benissimo, a volte siamo in dubbio se andare a destra o a sinistra, per fortuna incontriamo sempre qualche escursionista che ci suggerisce la strada. Dopo circa un'altra ora di salita ecco la "vetta", per così dire, siamo arrivati ai Piani d'Erna.

Pieghiamo verso destra dove avvistiamo un bel borgo e dove ci attende il rifugio Marchett. Ovviamente non abbiamo prenotato, però non è tardissmo, l'una è passata da poco. Arriviamo al rifugio Marchett speranzosi e ci accorgiamo che non è un rifugio ma un ristorante. Già serpeggia un pochino di delusione, però la giornata è splendita e si gode una vista impagabile. Chiediamo se è possibile mangiare, ma sembra tutto al completo. Tuttavia mentre stiamo per andarcene si liberano ben due tavoli e ci accorgiamo che comunque non sono i soli liberi.

Ci accomodiamo ma non si vede nessuno che si prenda cura di noi. Aspettiamo circa un quarto d'ora, intanto i camerieri passano e ci ignorano, Mario scocciato chiede informazioni, o meglio chiede che vengano liberati i tavoli per mangiare, ma in tutta risposta ottiene della vera e propria scortesia in cambio. Vi puzzano i soldi? Nessun problema! Ce ne andiamo dall'altra parte dei Piani d'Erna, dove c'è l'area picnic con un bel bar e la funivia. Non abbiamo tantissima fame, complice anche il cioccolato mangiato allo Stoppani, quindi optiamo per dei panini da mangiare seduti sul prato.

Di fronte a noi si ergono le pendici del Resegone. Ci rilassiamo un paio d'ore, troviamo anche degli amici conosciuti in Egitto, quanto è piccolo il mondo. Schiacciamo un pisolino e verso le quattro decidiamo di rientrare. Questa volta però non scendiamo a piedi, la funivia ci invoglia e detto fatto, acquistiamo i biglietti e in cinque minuti siamo al parcheggio. Ci cambiamo e torniamo verso casa, evitando così tutto il traffico di rientro della domenica.
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